Jurassic Park: The Game 1.0.0

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Informazioni su questo file

Procedura di installazione:

1 - Estrarre il file "traduzione ITALIANA.rar" nella cartella in cui avete installato Jurassic Park The Game su STEAM sul vostro pc, (ad esempio di default, dovrebbe essere: C:\Programmi\STEAM\STEAMMAPS\COMMON\JurassicPark)

2 - Ricordarsi, una volta lanciato il gioco, di abilitare i sottotitoli dal menu principale.

 

Ringraziamenti: Gli autori della traduzione sono i ragazzi di Crybiolab a cui vanno i ringraziamenti.




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CoccoLoco

  

Qualcosa è andato storto. Non si tratta dei dinosauri a piede libero su Isla Nublar, ma dell'adattamento videoludico di Jurassic Park sviluppato da Telltale. Da una pellicola di grande successo che faceva leva sul terrore atavico che prova l'uomo di fronte a una natura soverchiante - in questo caso dinosauri clonati da resti fossili - si poteva trarre un'avventura piena di tensione e genuino stupore. Invece è come se il progetto si fosse trovato all'improvviso senza fondi e quello che ne rimaneva, quattro episodi grezzi, siano stati pressati insieme in una sola uscita. Sono venduti separatamente solo su iPad. Il primo aspetto deludente di Jurassic Park: The Game è la storia, che esplora un elemento rimasto in ombra nella sceneggiatura originale. Il Dennis Nedry del film aveva infatti rubato degli embrioni di dinosauro per conto di una società concorrente della InGen (quella che ha finanziato il parco con i dinosauri clonati) e che fine avessero fatto quelle provette dopo che lui era stato ucciso da un dilophosaurus rimase un mistero. Purtroppo bastano pochi minuti di gioco per scoprire che non c'è materiale sufficiente per una puntata di Stargate, perché gli embrioni sono finiti banalmente per terra e sono ancora al sicuro dentro la lattina di schiuma da barba dentro cui erano stati nascosti.

Da qui in poi è una carrellata di personaggi che incarnano egregiamente i cliché più triti del cinema: il primo è Nima, la sudamericana guerrigliera che non ha mai imparato bene l'inglese, ma che tutti capiscono quando impreca nella sua lingua madre, con il compito di ritrovare gli embrioni e che alla fine si schiererà dalla parte giusta. A seguire troviamo padre e figlia adolescente, con lei che lo fa sentire in colpa con frasi del tipo "la mamma non mi vuole bene" e lui che tenta di non farle pesare la separazione dalla moglie. Altri ancora si aggiungono nel corso degli episodi; a voi il tedio di scoprirli. Oltretutto è impossibile immedesimarsi in uno di loro: il gioco salta da un personaggio a quello successivo senza darci la possibilità di conoscerli a fondo. Il giocatore, sballottato da un punto di vista all'altro, non riesce a immedesimarsi in nessuno del cast. Questo modo di raccontare una storia funziona molto poco nei videogiochi (o nei romanzi) ma è tipico del cinema. E qui arriviamo all'essenza di Jurassic Park: The Game , dalla quale deriva tutto il suo gameplay.

Giocatori ammaestrati

Sul sito di Telltale leggiamo: "65 milioni di anni per realizzarlo [il gioco]". Un bel boomerang se poi è questo il risultato. Pur di mantenere a tutti i costi un taglio cinematografico, al giocatore non è più data la possibilità di muovere liberamente il personaggio sullo schermo. Nessuna esplorazione quindi, solo un flusso costante di immagini in movimento durante le quali siamo chiamati a intervenire per mezzo di alcuni Quick Time Event. Questo sistema ha predecessori illustri, come lo storico Dragon's Lair, uscito nel 1983, o i più recenti Fahrenheit e Heavy Rain di Quantic Dream. Facciamo un esempio: un dinosauro ci insegue, aiuto! Nima corre nella giungla. Diamine, un ramo. Sullo schermo compaiono delle frecce: sono i tasti che dobbiamo premere rispettando l'ordine entro il tempo limite. In alcuni casi dovremo invece premere lo stesso tasto ripetutamente fino a caricare un indicatore circolare (potete ammirare questa interfaccia nell'immagine qui a fianco).

Se ci riusciamo Nima salta il ramo e fugge, altrimenti dobbiamo superare un ostacolo più grande o nel peggiore dei casi, finiamo tra le fauci di un dinosauro o giù da un dirupo. Speriamo di avervi dato un'idea di cos'è un Quick Time Event e come funziona. Se completiamo una sequenza senza commettere nessun errore, ci saremo guadagnati una medaglia d'oro, altrimenti ci toccherà l'argento, il bronzo, o nulla. Questo dovrebbe essere un incentivo a ripetere più volte i passaggi del gioco, ma tra poco vedremo perché sia molto improbabile che lo vogliate fare. Al di fuori dei Quick Time Event, Telltale ha deciso di semplificare fino all'eccesso anche la soluzione degli enigmi. Se non è in pericolo la nostra vita dovremo infatti investigare la schermata di gioco. Ciò si traduce nel premere sui simboli con la lente d'ingrandimento o al massimo farlo in un certo ordine. Per superare questi momenti di difficoltà è sufficiente avere compiuto quattro anni. Neppure i dialoghi, scialbi e privi di mordente, si salvano dalla semplificazione imperante. Possiamo scegliere qualunque opzione; il senso del discorso sarà sempre quello e la storia procederà comunque nella direzione prestabilita. In questi momenti è possibile muovere leggermente la telecamera nelle quattro direzioni per ampliare il campo visivo e trovare nuovi punti interattivi, prontamente segnalati. Nessun inventario, in ogni caso. Purtroppo si possono solo bocciare tutti gli aspetti del gioco, ed è un peccato. Ma prima di emettere la sentenza, diamo un giudizio.

Jurassic Park: The Game - L'action trailer

Volume 90%

 

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La storia, piatta e priva di uno sviluppo personale dei personaggi o di qualche domanda forte alla quale rispondere, mina alla base l'idea stessa di avventura. I personaggi non rimangono a sufficienza sotto il riflettore per darci la possibilità di sapere qualcosa di più su di loro, al di là dello stereotipo che rappresentano. Il gioco fallisce quindi nello stabilire un qualunque legame emotivo tra il giocatore e quello che accade sullo schermo, sicché anche la morte di un personaggio non sortisce alcun effetto, se non quello di tediarci da capo con la stessa sequenza fino a quando non impariamo a memoria l'ordine in cui premere i tasti.

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