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AMERICAN FUGITIVE

La traduzione e quasi arrivata al termine... siete pronti a godervelo durante le feste?

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CoccoLoco CoccoLoco
NOTIZIE DA GAMES TRANSLATOR:
  • NOTIZIE DAL SITO:
  • 18-11-2020 - Traduzione American Fugitive - meno di 1000 righe per completarla.
  • 13-11-2020 - La traduzione This is the Police - verrà ripresa appena finisco AMERICAN FUGITIVE
  • 10-10-2020 - HACKNET traduzione IN CODA...

Red Orchestra 2 Heroes of Stalingrad

   (1 Recensione)

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Informazioni su questo file

Red Orchestra 2: Heroes of Stalingrad, lo sparatutto tattico multiplayer sulla Seconda Guerra Mondiale, porta il pluripremiato franchise Red Orchestra in una nuova generazione di gioco: grafica e audio splendidamente realizzati con l'Unreal Engine 3, caratteristiche originali e un crudo realismo, per una perfetta esperienza di combattimento tattico.

Heroes of Stalingrad è incentrato sulla Battaglia di Stalingrado e circostanti avvenimenti, sia dal punto di vista dei Tedeschi che dei Russi, dal Luglio 1942 al Febbraio 1943. Il gioco immergerà il giocatore in una delle più brutali battaglie di tutta la storia umana. Con una cura maniacale per i dettagli e l'autenticità storica, e con crude e furiose battaglie in multiplayer e singleplayer, il gioco offrirà molteplici modalità, dalle rapidi e brutali schermaglie a battaglie più intricate e impegnative.

Caratteristiche Principali
Il multiplayer di Red Orchestra portato a un nuovo livello: Il gameplay crudo e brutale di Red Orchestra è stato migliorato, espanso e reso più accessibile. Modalità di gioco immediatamente riconoscibili come Schermaglia (la versione del Deathmatch a squadre secondo Tripwire), Conto alla Rovescia, senza rigenerazione, e l'immancabile modalità Controllo Territoriale, già amata da centinaia di migliaia di giocatori di Red Orchestra in tutto il mondo.
Campagna di Stalingrado: Prima di lanciarti nelle sfide online, affina le tue abilità in una delle due campagne che ricostruiscono la Battaglia di Stalingrado, con entrambe le fazioni, Tedeschi e Russi. Attraversando spazi aperti e non lineari, con un gameplay non scriptato, i giocatori si apriranno la strada sul campo di battaglia.
Eroi: Conquista l'obiettivo più prestigioso e diventa un Eroe online. I giocatori con lo status di Eroe ispireranno le truppe intorno a loro e causeranno paura nei loro nemici. Gli Eroi hanno accesso ad armi migliori e più rare e spiccheranno visualmente sugli altri soldati.
Sistema di copertura in prima persona: Affronta gli scontri a fuoco più emozionanti che un sistema di copertura possa offrire, con l'immersione della visuale in prima persona. Sbircia dietro gli angoli o spara alla cieca, e molto altro ancora.
Tema Originale – la Battaglia di Stalingrado approfondita: porta il genere familiare della Seconda Guerra Mondiale in una direzione unica. Lontano dai terreni ben esplorati della Normandia, il gameplay è basato su nuovi scenari e azioni che il giocatore non ha mai affrontato. Segui l'esercito tedesco durante l'assalto della città di Stalingrado, fino alle sponde del Volga. Oppure unisciti all'armata sovietica mentre difende la città contro ogni possibilità prima di annientare le forze dell'Asse.
Un inedito armamento della Seconda Guerra Mondiale: fedele alla balistica reale, con penetrazione dei proiettili, sensibile alla respirazione, con tacche di mira regolabili, mira libera, montaggio dei bipiedi, grafica realistica e molto altro ancora.
Immersivo Combattimento con Carri Armati in Prima Persona: scopri come fu combattere dentro una di quelle bestie di metallo nella Seconda Guerra Mondiale, con il sistema di combattimento di carri armati in prima persona più immersivo mai realizzato. Interni completamente modellati in 3D, equipaggio controllato dall'IA e un sistema avanzato di gestione dei danni alla corazzatura creano un esperienza unica.
Morale: Entra nei panni di un soldato in uno dei conflitti più sanguinosi della Storia e impara come lo stato d'animo dei tuoi commilitoni possa cambiare la sorte della battaglia. Esercita fuoco di soppressione e guadagna vantaggio in combattimento!
Statistiche Permanenti e Progresso del Giocatore: la persistenza delle statistiche motiva i giocatori a battersi per la gloria e li invoglia a giocare. Sali di grado, guadagna achievement, migliora le tue abilità e diventa un Eroe!
Unreal® Engine™ 3 Migliorato: Realizzato con una versione migliorata dell'Unreal Engine 3, con grafica mozzafiato e caratteristiche senza pari.


Cosa c' è di nuovo nella versione 27/04/2020 19:46   Vedi changelog

Rilasciata

Nessun changelog disponibile per questa versione.

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angegardien

   1 di 1 utente ha trovato utile questa recensione 1 / 1 utente

Le fondamenta su cui Red Orchestra 2: Heroes of Stalingrad poggia moltissimo del suo fascino risiedono negli aspetti simulativi messi in campo sia dalla versione pesantemente modificata dell'Unreal Engine 3 usata, sia dalle meccaniche implementate. E poche volte come in questo caso i due fronti, quello tecnico e il gameplay, finiscono per fondersi e lavorare all'unisono. Le coperture, una delle peculiarità più riconoscibili del motore firmato Epic Games, sono ad esempio state implementate lasciando che la visuale resti in prima persona in ogni istante, abbandonando soluzioni miste come quella di Rainbow Six Vegas. Allo stesso tempo il fuoco "alla cieca" è reso in maniera verosimile, con la telecamera che resta bassa e non permette di vedere oltre l'ostacolo. E le armi si avvantaggiano della possibilità di appoggio offerta dai ripari, con in particolare quelle dotate di cavalletto che aumentano esponenzialmente di efficacia.

L'ultima battaglia
La fisica dei proiettili, il grado di penetrabilità delle superfici e l'interazione ambientale sono importanti dettagli tenuti in considerazione: ogni materiale viene attraversato differentemente da colpi sparati in accordo con i valori reali di ciascuna arma riprodotta, mentre la forza di gravità può essere controbilanciata sia alzando la mira che aggiustando l'impugnatura dell'arma. Possibilità come quest'ultima o altre, come l'iron sight disponibile anche per i fucili di precisione o quella di estrarre e cambiare la canna incandescente dei mitragliatori, sono finezze che aumentano il grado di immedesimazione facendosi apprezzare soprattutto quando considerate nel loro insieme. Delude un po' solo la distruttibilità dello scenario che, piuttosto pubblicizzata in fase di sviluppo, si applica a pochi elementi e non sempre in maniera coerente. Un peccato anche perché a potersene avvantaggiare sarebbero potuti essere gli unici mezzi inseriti: due carri armati, uno per l'Asse e uno per i russi, che permettono agli equipaggi di simulare con efficacia i ruoli e le difficoltà di mira e spostamento che bestioni del genere implicano. Tante modifiche alla resa standard dell'Unreal Engine 3 - si tratta di uno dei prodotti che lo rimaneggia più pesantemente senza uscire dal seminato degli FPS - hanno per il momento come contraltare altrettanti problemi di ottimizzazione che vanno da pesanti cali di frame rate a interazioni sbagliate tra i poligoni ad alcuni problemi di visualizzazione delle superfici.

L'ultima battaglia
Il team di sviluppo, comunque, sta lavorando bene per risolvere questi problemi e altri, di cui parleremo nei paragrafi seguenti, tanto che ad esempio sulla configurazione di prova utilizzata per la recensione abbiamo ottenuto miglioramenti in termini di fluidità piuttosto consistenti. Molto lavoro resta da fare e in generale, a una notevole cura per ambienti, armi ed effetti come quelli di fumo, si oppongono shader poco esaltanti, modelli altalenanti e una resa grafica che nel complesso non è da primo della classe. Poco male, sia chiaro, la componente visiva resta godibile e funzionale, tanto più che al momento la priorità è quella di risolvere le magagne che si ripercuotono sul gameplay. Il sonoro ha voci così così e un solo tema musicale, comunque piuttosto buono, ma sono gli effetti e l'uso che ne viene fatto a essere davvero validi e d'atmosfera. Certo la cura riposta da DICE sotto questo aspetto con Battlefield 3 resta difficilmente raggiungibile, ma ci si può reputare soddisfatti.

Hot shots!
Che non si tratti di un titolo da acquistare per la sua componente single player è chiaro a chiunque abbia seguito la genesi del progetto anche solo distrattamente.

L'ultima battagliaMa che bel mucchietto di IA nemica
La scelta di introdurre ugualmente una modalità per il giocatore singolo però, era sensata soprattutto in virtù della complessità del gameplay, dei comandi estesi a un notevole numero di tasti, della necessità di impratichirsi con le dieci mappe presenti all'uscita e in generale delle sfide offerte da un titolo così articolato. Peccato quindi che alla lodevole volontà di dare un assist alle nuove leve, non corrisponda una realizzazione altrettanto degna di nota. Le due campagne sono una sorta di multiplayer con i bot dove attaccare e difendere in accordo con l'obiettivo, rinascere in caso di morte al posto dei compagni e imparare a padroneggiare strumenti come il menù radiale degli ordini.

L'ultima battagliaMischia single player
Tutto bello se non fosse che, a parte le sessioni più scriptate fatte a mo' di tutorial, il resto sia una sequela di situazioni tragicamente minate da un'intelligenza artificiale fantozziana. I nemici si comportano in modo sconclusionato e i compagni pure, dimenticandosi del tutto, tanto per dirne una, delle granate fumogene. E questo quando non sono intenti a muoversi in modo bizzarro, saltando da un riparo all'altro o dando vita a buffe mischie con gli avversari. Dare i comandi giusti aiuta fino a un certo punto e anzi è frustrante non vedere il corretto riscontro ai propri sforzi. Ripetiamo: si tratta di una componente accessoria che però, una volta messa in cantiere sarebbe potuta essere più breve, curata, didattica e con tempi e costi di sviluppo non riversati su aspetti secondari come i moltissimi filmati di intermezzo. Così com'è, ha tanto il sapore di un'occasione sprecata a cui dedicarsi solo quando alla ricerca di un po' di confidenza con le armi.

Altri Video
E' qui la festa
L'ambito in cui Red Orchestra 2: Heroes of Stalingrad eccelle, l'unico per cui è stato realizzato davvero e quello che ne giustifica l'acquisto, è il multiplayer per un massimo di sessantaquattro giocatori.

L'ultima battaglia
Le tre modalità sono la classica Territory, che chiede di attaccare e difendere dei punti sulla mappa, Countdown, che è simile ma con una vita per ciascun giocatore, e infine il team deathmatch. Abbastanza da mettere in scena battaglie combattute che, anche grazie al design delle ambientazioni, favoriscono in maniera schiacciante il gioco di squadra. Mai così profondo e improntato alla cooperazione oltre che al rispetto di ruoli e posizioni. Si ottiene in questo modo un ritmo più lento che altrove ma un senso di immedesimazione fortissimo, suggerito anche dalla presenza del Suppression System. Questo altera visuale e suoni se si viene sfiorati da proiettili ed esplosioni ma anche quando un compagno cade a terra esanime nelle nostre vicinanze. Giusta la scelta di limitare il numero di giocatori per ciascuna classe e graditissime le opzioni che di server in server alterano le impostazioni per il realismo, influendo ad esempio sulla mini mappa e le eventuali scritte di riconoscimento sopra la testa dei compagni. Il supporto dato da Tripwire Interactive alla community dei modder si poggia quindi su una base già più che solida e non vediamo l'ora di vedere cosa tireranno fuori gli appassionati da premesse tanto interessanti.

L'ultima battaglia
Per ora le dieci mappe disponibili, comunque, offrono un terreno di gioco sufficientemente vario: non tutte sono ugualmente ispirate e sono mediamente piuttosto piccole suggerendo di non eccedere nel numero di utenti per ciascun team, però abbiamo apprezzato l'alternanza di spazi aperti e angusti, combattimenti tra i corridoi e le stanze di palazzi distrutti e lunghi appostamenti sdraiati a terra, muovendosi allo scoperto cercando di non farsi impallinare. A non funzionare a dovere, oltre al sistema di progressione e agli obiettivi che hanno dato non pochi problemi a chi scrive, è il bilanciamento di alcune armi. In particolare di quelle tedesche che sono considerate generalmente più potenti delle controparti russe. Equilibri quasi sempre imperfetti alle prime uscite dei titoli multiplayer più ambiziosi, per un aspetto che sarà registrato nel tempo a seconda di quanto emerso da migliaia e migliaia di partite online.

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