Darkstar-One

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CoccoLoco

  

Quando ci si propone di creare un videogame ad ambientazione spaziale, nel quale il giocatore è libero di muoversi a piacimento in diversi sistemi solari tramite delle apposite navicelle, ci si imbarca in un lavoro certamente complesso che impone attenzione sia alla fase esplorativa che a quelle di guida e combattimento. Specialisti di questo genere di produzioni sono i ragazzi della Ascaron Entertaiment, già autori di Freelance, che con questo DarkStar One tentano di fare la somma di tutta l’esperienza fino ad ora accumulata, unendo ad una grande libertà di movimento un sistema di gioco semplice ed immediato.

Le ragioni e le possibilità del grande viaggio
Nell’avventura impersoneremo il giovane Kayron Jarvis che, dopo l’omicidio dell’amato padre, si mette a scandagliare tutto l’universo alla ricerca dei colpevoli dell’efferato delitto. Detta la motivazione che muove il nostro eroe, sappiate che avrete una totale libertà decisionale su quali attività svolgere durante le sessioni di gioco: mano a mano che scoprirete nuovi pianeti, per un totale di trecento, vi verranno proposte diverse missioni che comprendono il trasporto di beni, delle gare lungo un certo percorso, l’eliminazione di determinate imbarcazioni spaziali o la ricerca di uno dei tanti artefatti nascosti in ogni dove. Durante gli ampi spostamenti vi capiterà inoltre di scontrarvi contro la versione futuristica dei pirati, sempre pronti ad attaccarvi per depredare ogni vostro possesso, dai quali in caso di vittoria potreste ottenere preziosi tesori o informazioni necessarie a proseguire il vostro viaggio. Per ciascuna differente attività avrete un certo tipo di valutazione che non servirà solo come cartina tornasole delle vostre abilità, ma influirà anche sulle possibili azioni da voi performabili.
La sensazione garantita dalla navigazione stellare è ottima, grazie all’incredibile ampiezza degli spazi a vostra disposizione. Potreste decidere di perdervi per ore con il solo fine di vedere quali sorprese i programmatori ci hanno riservato, comunque non rimarrete delusi dalle scoperte che farete. I mezzi di trasporto sono diversi e possono essere modificati, sia dal punto di vista delle prestazioni che da quello dell’armamentario, così da avere un veicolo personalizzato ed unico.
Le possibilità quindi offerte sono molte e dimostrano come si sia voluto prediligere un’esperienza in divenire, costruita a piccoli passi, piuttosto che un’impostazione più rigida che costringa il giocatore a seguire precise scelte ed indicazioni.

Puntare al sodo
Capita spesso che nella creazione di un gioco particolarmente aperto e ricco di possibilità si finisca per imporre all’utente lunghe sessioni di prova ed apprendimento volte a padroneggiare tutte le tecniche di base. DarkStar One riesce invece ad aggirare questo problema, proponendo ogni suo aspetto in modo accessibile. Le missioni, come detto estremamente varie, vengono ben presentate in tutti i loro punti e hanno una difficoltà calibrata in modo tale da non costringerci a ripeterle più di un paio di volte, evitando di diventare frustranti.
Ad aggiungere profondità all’esperienza ci pensano i differenti modi in cui saranno raggiungibili i vari power up applicabili alle navicelle da noi possedute. Innanzitutto i soldi, guadagnati tramite le quest e le sub-quest, potranno essere spesi nei mercati che sono disseminati nella mappa. In alcuni casi però ci saranno oggetti speciali che potremo ricevere solo dopo aver raggiunto gli artefatti situati in particolari zone, tutto ciò con l’ovvio intento di stimolare l’esplorazione.
Molto importante è anche il sistema economico sviluppato, specialmente per le missioni in cui ci trasformeremo in pony express spaziali con il compito di spostare determinati beni in giro per le galassie, che se ben sfruttato garantisce l’ingresso nelle nostre tasche di molti soldi. Qualsiasi oggetto vogliate vendere, sarete costretti a fare attenzione ad una molteplicità di fattori: diverse saranno le qualità e le condizioni di ogni elemento da voi mercanteggiato ed inoltre in base al tipo di Stato presente nella zona da voi scelta per la transazione, ci saranno merci vendibili oppure no, in caso contrario sarà comunque possibile cercare vie traverse, leggasi illegali, tramite le quali piazzarle.
I controlli sono davvero user friendly, non impiegherete molto tempo a padroneggiarli perfettamente grazie all’uso degli stessi tasti in molteplici modi, in base alla situazione in cui ci si trova. Anche i menù sono chiari ed estremamente leggibili, facilitando la navigazione tra le molte opzioni inserite.
La longevità è ottima: impiegherete settimane a scovare ogni dettaglio e a completare ogni missione, unico difetto in questo senso è la mancanza del multiplayer che sarebbe potuto essere tranquillamente implementato sia con speciali obbiettivi cooperativi che nel player vs player. Altra ombra, se così è lecito definirla, consiste nella particolarità del gameplay che rende questo prodotto accessibile per molti ma non per tutti.

Grafica alle stelle, sonoro buco nero
Graficamente il compito svolto dagli specialisti di casa Ascaron Entertaiment deve essere stato improbo: modellare e rendere credibili le profondità spaziali è impegnativo dato che è alto il rischio di dare la sensazione di ripetere continuamente i luoghi visitati, disorientando il giocatore e stufando alla svelta. A questa insidia è stata posta una pezza inserendo dei punti di riferimento assolutamente unici, come costellazioni e nebulose con forme e colori del tutto sui generis. I modelli di navicelle e pianeti sono eccellenti, sia per numero di poligoni che per texture e palette di colori.
Il sonoro è invece lievemente insufficiente a causa di musiche poco ispirate, ripetitive e spesso fuori luogo, tanto che potreste non poterne più davvero molto alla svelta. Gli effetti sono ugualmente quasi assenti e per nulla in linea con la grande qualità presente in ogni altro aspetto di questa produzione.

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