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AMERICAN FUGITIVE

La traduzione e quasi arrivata al termine... siete pronti a godervelo durante le feste?

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CoccoLoco CoccoLoco
NOTIZIE DA GAMES TRANSLATOR:
  • NOTIZIE DAL SITO:
  • 18-11-2020 - Traduzione American Fugitive - meno di 1000 righe per completarla.
  • 13-11-2020 - La traduzione This is the Police - verrà ripresa appena finisco AMERICAN FUGITIVE
  • 10-10-2020 - HACKNET traduzione IN CODA...

My Friend Pedro - v.103

   (1 Recensione)

CoccoLoco

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CoccoLoco

   1 di 1 utente ha trovato utile questa recensione 1 / 1 utente

«Sono io... Pedro, il tuo amico.»
All'improvviso una voce ci ridesta dal torpore, invitandoci a lucidare subito le pistole: qualcuno vuole la nostra testa. Ma quanto è possibile fidarsi delle parole di una... sorridente banana fluttuante? Non è sbucato proprio fuori dal nulla, My Friend Pedro. Magari i più attenti tra voi ricorderanno l'omonimo flash game pubblicato nel 2014 da Adult Swim Games. Ecco, quel bizzarro shooter un po' acerbo - sempre unicamente firmato da Victor Agren, ex-level designer di Media Molecule - ora è riuscito a maturare passando dal verde al giallo più vivace, grazie anche agli infallibili radar di Devolver Digital, che ne ha sguinzagliato tutto l'insospettabile potenziale. 

Dopo essersi allontanato dai mondi spensierati di Little Big Planet e aver fondato un'etichetta tutta sua, DeadToast Entertainment, lo sviluppatore svedese si fa grintosamente carico della lezione di ultraviolenza impartita da Hotline Miami, flirtando di gusto con l'azione al rallentatore in stile Matrix. Il frutto di tale scontro è proprio l'evoluzione all'ennesima potenza del "vecchio" My Friend Pedro, e che ora è disponibile solo su PC e Switch: ve ne parliamo dopo averlo giocato a fondo sulla console Nintendo.

Go Banans

Stringere un'improbabile amicizia con una banana senziente è un fatto che da solo dovrebbe dirla lunga sul gusto per il nonsense che - dall'inizio alla fine - setterà il tono di una trama a dir poco fuori di testa. Senza entrare troppo nei particolari, benché non manchi qualche momento inaspettatamente serioso (e proprio per questo, meno convincente), la narrazione è generalmente solo un pretesto - spesso poco originale - per far avanzare i veri protagonisti della produzione, ovvero un solidissimo gameplay di stampo arcade e il puro divertimento che da esso deriva.

my-friend-pedro-v1-554521-460x16.jpgmy-friend-pedro-v1-554520-460x16.jpg

L'ossatura ludica recupera tale e quale quella apprezzata nel "prototipo", espandendosi chiaramente nelle intuizioni: di base però si tratta sempre di uno shooter a scorrimento orizzontale dai marcati elementi puzzle e (soprattutto) platform. L'idea è quella di procedere di livello in livello crivellando nemici nel modo più stiloso per ottenere il punteggio più alto possibile, evitando allo stesso tempo di farsi bucherellare come groviera. Schivare i proiettili col giusto tempismo volteggiando a terra e per aria, sparare mirando alla testa e inanellare lunghe combo di uccisioni consecutive sono solo alcune delle azioni che incrementano vistosamente il punteggio stile; a fare la differenza, però, in termini di spettacolarità e non solo, è l'uso coordinato di tali meccaniche insieme al bullet time. Regolato da un'apposita barra che si ricarica in automatico, il "focus" permette non solo di avere un quadro più chiaro dell'azione - specie quando le cose si fanno concitate - ma anche di rallentare il pensiero sulla prossima mossa a favore della creatività d'esecuzione. Il tutto mentre ci si esibisce in coreografie tanto impossibili quanto esaltanti: immaginate, ad esempio, di attivarlo imbracciando due uzi che sparano in direzioni opposte a bordo di un ascensore in discesa, oppure mentre vi tuffate contro una finestra, cogliendo alla sprovvista la vittima sottostante.

Bisogna comunque sottolineare che prendere pienamente confidenza col il sistema di controllo, piuttosto macchinoso seppur non ingestibile, potrebbe richiedere qualche livello in più del previsto a causa del gran numero di azioni disponibili. Un approccio che, a fronte della scarsità di mezzi, ci sentiamo di giudicare fieramente punk: graficamente è tutt'altro che memorabile (con il picco negativo delle esplosioni), le ambientazioni sono scialbe e tutte simili fra loro; musicalmente è davvero ottimo e calzante, anche se manca quella killer track destinata a rimanere impressa per giorni.

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